“Eccomi qui, papà è a casa!!!” Subito quei due paia di occhi vengono a cercarti. Uno corre, l’altra cerca di fare di più. Tu sei pieno di buoni propositi, giocare, giocare, giocare… ma poi… ti ricordi che in tasca c’è quel telefono che nella giornata non sei riuscito a consultare. Lo tiri fuori, mentre quegli occhietti ti fissano da dietro lo schermo e dici: “ecco solo un attimo e arrivo”. E così arrivi, con la testa sullo schermo. “Giochiamo, giochiamo” ti senti dire e tu giochi, molto passivamente, rispondi senza distogliere lo sguardo dalle notifiche. Cerchi e ricerchi una posizione lavorativa migliore fra decine di annunci, poi ti distrai su whatsapp, Facebook, i tuoi hobby informatici. Poi ad un certo punto, quel piccolo grande ometto dice: “spegni il telefono e gioca con me!” Ti si accende in testa una lampadina e il cuore sussulta. La prima cosa che ti chiedi è come farà questo bimbo così piccolo a pensare e formulare una frase del genere, poi ti rendi conto di quanto tu possa essere grande, un grande idiota. In questo modo, i figli aiutano a crescere un padre. Ti accorgi che loro vedono la realtà dal lato più semplice possibile e allora non ti stupisci più di ciò che riescono a dirti perché, in fondo, ti restituiscono la vita così com’è: semplicemente semplice e bellissima. Quindi spegni il telefono e scopri che sul tappetone possono sorgere torri alte alte fino al cielo, piste di macchinine senza confini, possono persino comparire animali da ogni parte del mondo. La cosa più straordinaria è che in questa realtà Tu sei il supereroe. Hai il potere di aggiustare tutti i giochi, puoi far volare i tuoi figli come gli aeroplani, sai tutte le cose del mondo e soprattutto i tuoi bambini si fidano di te. E allora spegniamo anche “mamma” tv perché le tue storie sono più divertenti, e se fuori c’è il sole dobbiamo fare una passeggiata “intorno intorno” e raccogliere un fiore per la mamma. Tu sei sempre l’eroe che salva i suoi cuccioli da un cane che abbaia troppo, apre l’ombrello se piove e, quando bisogna andare più lontano, accende la macchinina grande grande che diventa un’astronave interstellare anche se sei già in riserva di benzina. Sei semplicemente tu, quello che guarisce le ferite con un bacino e che lo fa sentire forte se mangia tutto ciò che la mamma cucina. E tu papà… non riesci a contenere questo amore che vorresti abbracciare l’universo per dire quanto ami la tua famiglia… e tutto questo, semplicemente spegnendo il telefono… per cui ora spengo, devo andare a fare il supereroe…