L’amicizia è una cosa seria. La retorica odierna ci dice che Facebook ha unito una moltitudine di persone. Di fatto dovrebbe essere una cosa buona. Fondamentalmente, il concetto non è sbagliato. La condivisione è uno dei fattori cardine dei Social, senza di essa non avrebbe senso nessuna piattaforma virtuale. L’amicizia, quindi, è condivisione. Condivisione che va al di là del farci i fatti degli altri, vuol dire gioire o farsi coraggio a vicenda nelle varie situazioni della vita. Ad un certo punto arriva il momento, l’istante esatto in cui si fa una scelta, o molto più semplicemente la strada perde le sue varie uscite e si decide di camminare con una cerchia molto ristretta di persone. Giusto due o tre. Fin dalla scuola elementare ci portiamo dietro persone, amici del cuore, che poi diventano meno amici, alcuni lo diventano ancora di più, di altri se ne perde ogni traccia. E si arriva ad un età in cui capisci che è inutile avere troppa gente intorno a chiedersi vicendevolmente: “che tempo fa?”. Ecco perché la condivisione è tutto. Non si tratta di rimanere da soli, certo bisogna e fa bene frequentare il prossimo ma, quando si considerano le amicizie, non si può trattare ogni rapporto come tale. Il poter parlare di se stessi, esprimersi in libertà, leggersi l’un l’altro come dei libri aperti, questo fa la differenza. Così, molti “strascichi” di affetto diventano conoscenze e, in modo molto naturale, avviene una sorta di smistamento delle nostre persone di fiducia. Non vi è molto da dire. Certo è che, per sapere com’è il tempo, basta alzare lo sguardo.